Incontinenza Urinaria
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La prevenzione nell’ambito dell’incontinenza urinaria ha un ruolo essenziale. Molti aspetti della nostra vita quotidiana, specie relativi all’alimentazione, all’attività fisica, ai fattori voluttuari, possono contribuire a prevenire o a ridurre l’impatto di questa condizione morbosa. Sono generalmente riconosciuti 3 livelli di prevenzione: primaria, secondaria e terziaria.

 

PREVENZIONE PRIMARIA

  1. Un sano stile di vita, basato sin dall’infanzia su di una alimentazione equilibrata, un’attività fisica costante ma non stressante, una regolare funzione intestinale, mantenendo un adeguato peso/forma e una armonica vita quotidiana, costituisce il caposaldo per una prevenzione primaria della maggior parte delle forme di incontinenza, sia da sforzo che da urgenza.

  2. Essendo noto come il ciclo minzionale si basi su di un’integrazione tra sistema nervoso (autonomico e somatico) e specifiche strutture anatomiche (vescica, uretra, pavimento pelvico), è ben comprensibile come ogni accorgimento comportamentale atto a mantenere nel tempo la corretta funzionalità delle vie nervose e contestualmente la integrità delle vie urinarie e del loro supporto anatomico abbia a rivestire un ruolo fondamentale nel preservare la continenza urinaria.

  3. Quanto all’alimentazione, va ricordato come una dieta ricca di fibre, verdure e frutta in un contesto di equilibrio tra l’apporto proteico e glicidico possa favorire sia il controllo ponderale che la funzione intestinale, prevenendo così situazioni di obesità e di stipsi. È infatti evidente che alte tensioni intra-addominali (vuoi per elevata massa corporea, vuoi per rallentato transito colico o per meteorismo) comportino un aumento delle pressioni sulla vescica non meno che sul pavimento pelvico che la sorregge, promuovendo nel tempo condizioni di rischio per la continenza. Contestualmente, una adeguata idratazione (non inferiore a 1500ml /die) potrà sostenere non solo un ciclo minzionale sufficientemente dinamico ma anche un’ottimale peristalsi intestinale.
     
  4. Una regolare attività fisica, senza inutili eccessi, è poi funzionale non solo all’equilibrio muscolare globale ed all’omeostasi metabolica ma anche al mantenimento di un adeguato tono di parete, addominale e perineale, fondamentale per la muscolatura del pavimento pelvico che alla continenza concorre in modo rilevante.

  5. Meno facile è una prevenzione primaria sul sistema nervoso: a tal proposito va comunque ricordato come una eccessiva assunzione di bevande e sostanze ‘neurostimolanti’, quali caffè, the, coca e molte altre, possa interferire negativamente sull’equilibrio neuronale, favorendo prevalentemente una iperattività vescicale.

  6. Quanto al fumo di tabacco, si rammenta come, tra le tante negative conseguenze di tale consuetudine, esso sia responsabile di broncopneumopatie croniche e di conseguente alterata respirazione, con episodi di tosse che si ripercuotono sulla pressione intra-addominale e di conseguenza sulle basse vie urinarie e sul pavimento pelvico, favorendo episodi di incontinenza.

 

PREVENZIONE SECONDARIA

Alla comparsa di un pur minimo, occasionale episodio di incontinenza urinaria è raccomandabile la precoce adozione di un iter diagnostico specialistico che, nella donna come nell’uomo, abbia ad identificarne le cause.   Nasce così la prevenzione secondaria ove una diagnosi precoce relativa ad una incontinenza da sforzo piuttosto che ad una incontinenza da urgenza, sia pur latente e a minima espressività, possa consentire l’immediata adozione di specifiche misure di prevenzione e/o trattamento. E nell’incontinenza urinaria da sforzo un adeguato programma integrato di riabilitazione del piano perineale può limitarne l’evoluzione se non risolvere il problema.  Così come, all’emergere di una situazione di urgenza – frequenza minzionale con occasionale incontinenza, l’adozione di una opportuna correzione dello stile di vita e di una rieducazione minzionale può ritardare l’evolvere della disfunzione e il ricorso a terapie farmacologiche. Una prevenzione secondaria è poi appannaggio di situazioni a “rischio incontinenza”, quali si possono verificare a seguito di parto complicato o di chirurgia pelvica profonda, tanto nella donna quanto nell’uomo (vedi ad esempio la prostatectomia radicale). In tali contesti è auspicabile una specifica preparazione fisioterapica del pavimento pelvico, ancor prima del parto o della procedura chirurgica e risulta poi estremamente utile nella donna una riabilitazione atta al recupero di un adeguato tono muscolare e, con esso, di una stabile continenza.

 

PREVENZIONE TERZIARIA

Anche in presenza di malattie croniche invalidanti (neuropatie, sclerosi multipla,…) o di esiti di lesioni midollari  (traumatiche, degenerative,..) è possibile operare una prevenzione dell’incontinenza urinaria, intervenendo sul ciclo minzionale mediante procedimenti che  abbiano ad assicurare da un lato una corretta gestione della fase di svuotamento vescicale (preferibilmente mediante cateterismo intermittente) e dall’altro una stabilizzazione detrusoriale durante la fase di riempimento (dalla farmacoterapia alla tossina botulinica):  non è più, evidentemente, una prevenzione affidata  all’iniziativa del paziente ma guidata dallo Specialista cui è demandato il compito di “prevenire” l’incontinenza urinaria e, con essa, le conseguenze anche severe che ne possono conseguire.

 

IN CONCLUSIONE

La prevenzione dell'incontinenza urinaria si fonda essenzialmente su

  1. un sano stile di vita basato su adeguata idratazione, limitando le bevande alcooliche, il the e la caffeina, eliminando il fumo;

  2. una dieta equilibrata ricca in fibre, mantenendo un ottimale peso/forma e correggendo ogni eventuale iperponderalità;

  3. una regolare funzione intestinale (favorita dall'idratazione, dalla dieta e dall'esercizio fisico),

  4. una costante attività fisica, evitando comunque ogni eccesso (quanto meno ove non adeguatamente allenati).

Alla comparsa di incontinenza, sia pur minimale e occasionale, è poi opportuno rivolgersi al proprio Medico di riferimento per intraprendere il percorso diagnostico più idoneo a prevenire l'evolvere della situazione.

 

RIFERIMENTI – LETTURE UTILI

Urinary Incontinence – Prevention
Lifestyle Interventions
Prevention of Fecal and Urinary Incont. in Adults

 

, Verona

Dott. Mauro Pastorello

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