Incontinenza Urinaria
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Nell’approccio terapeutico all’incontinenza urinaria, tra le opzioni cosiddette “non invasive” c’è la terapia comportamentale.

Essa comprende:

 

  1. una serie di semplici consigli che hanno come obiettivo la modificazione degli stili di vita al fine di prevenire o gestire in modo più adeguato gli episodi di incontinenza urinaria;

  2. delle vere e proprie tecniche di terapia che agiscano ed influenzino il comportamento della persona nello svuotare la vescica.

Nel primo caso, i consigli sono applicabili ed indicati in tutte le forme di incontinenza urinaria, mentre le tecniche comportamentali sono solitamente utilizzate per intervenire sulle forme di incontinenza urinaria in caso di vescica iperattiva. In queste situazioni, che possono essere o non essere secondarie a malattie neurologiche, la persona sente uno stimolo non controllabile a svuotare la vescica, spesso molte volte al giorno ed anche di notte, temendo di avere una perdita di urina se non ha immediatamente a disposizione un bagno.

 

MODIFICAZIONI DELLO STILE DI VITA DA SUGGERIRSI IN CASO DI INCONTINENZA URINARIA

Il sovrappeso è un importante fattore di rischio per l'incontinenza e la perdita di peso; è quindi un elemento da considerarsi fondamentale nella prevenzione e nel trattamento dell'incontinenza urinaria sia nella donna, sia nell’uomo (in particolare dopo interventi chirurgici come la prostatectomia). Tra i tanti fattori che possono contribuire a prevenire o ridurre in modo conservativo l’incontinenza urinaria ricordiamo che:

 

  1. una moderata attività fisica (forse in relazione alla perdita di peso correlata) può contribuire a ridurre l'incontinenza urinaria femminile;

  2. ridurre fumo, alcool, caffeina e bevande gasate può ridurre il rischio di severa incontinenza urinaria femminile e maschile;

  3. ridurre l'assunzione di liquidi non determina la riduzione della frequenza di perdite urinarie ma, in casi selezionati, ridurre l'assunzione nelle ore immediatamente precedenti il sonno può ridurre gli episodi di incontinenza notturna e la necessità di svuotare la vescica durante la notte;

  4. la presenza di stipsi severa può favorire l'incontinenza urinaria femminile ed in età infantile: è quindi opportuno garantire un regolare svuotamento dell'intestino.

 

LE TECNICHE COMPORTAMENTALI CHE PREVEDONO LO SVUOTAMENTO VESCICALE AD ORARI "REGOLATI" O FISSI SONO:

 

  1. il "bladder training": consiste nel ricercare di mantenere un intervallo di tempo tra uno svuotamento vescicale e l'altro - nei casi più gravi di iperattività vescicale - di almeno 1 ora: questo valore è ovviamente da scegliersi in funzione del singolo caso clinico e deve avere come intervallo di riferimento da raggiungere un periodo non inferiore a 4 ore. Nella fase iniziale della terapia, è opportuno che un professionista segua la persona assistita nell'insegnarle tecniche di rilassamento generale e tecniche di contrazione del pavimento pelvico che possano favorire l'inibizione delle contrazioni della vescica;

  2. il "timed voiding": consiste nel programmare da parte di chi assiste la persona lo svuotamento della vescica ad orari fissi, senza prevedere variazioni, al solo scopo di non fare riempire eccessivamente la vescica o comunque di svuotarla prima che lo stimolo compaia. E' stata proposta in particolare per persone assistite non in grado di gestire indipendentemente la propria vescica, ma trova applicazione in situazioni di incontinenza femminile maschile con frequenza dello svuotamento vescicale irregolare;

  3. l'"habit training": consiste nella programmazione dello svuotamento della vescica basato sulle abitudini della persona assistita, rilevate attraverso un "diario vescicale" giornaliero (vedi diagnosi clinico-strumentale): in questo caso gli intervalli tra uno svuotamento e l'altro potranno essere ridotti od anche aumentati, sempre con l'obiettivo di prevenire l'eccessivo riempimento vescicale e quindi il rischio di perdite di urina. E' una tecnica solitamente utilizzata da chi assiste disabili motori o cognitivi, ma è anche stata utilizzata per persone senza tali problematiche ma affette da grave incontinenza urinaria;

  4. il "prompted voiding": è una tecnica spesso associata al "timed voiding", ma in questo caso si cerca di far sì che sia la persona assistita a richiedere - sempre ad orari fissi, almeno ogni due ore - di andare in bagno. La tecnica prevede un "rinforzo" positivo ogni volta che la persona assistita richieda l'intervento nei tempi prestabiliti. E' solitamente proposta a persone istituzionalizzate.

 

CONCLUSIONI:

la terapia comportamentale con la modificazione di alcuni "stili di vita" può essere di supporto alla terapia farmacologica, riabilitativa e chirurgica in caso di incontinenza urinaria. In pazienti con disturbi di modesta entità spesso i presidi di comportamento possono alleviare così tanto il disturbo da renderlo compatibile con una buona qualità di vita.

 

, Milano

Dott.ssa Donatella Giraudo

 

, Cuneo

Fabrizio Delmastro

Cura Incontinenza

 

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