Incontinenza Urinaria
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L’incontinenza urinaria e, più in generale, le disfunzioni del basso tratto urinario, possono essere, allo stato attuale delle conoscenze in medicina, diagnosticate e trattate efficacemente in molti casi. Laddove però si sia in attesa di trattamento o la disfunzione non sia trattabile, è comunque opportuno attuare una corretta gestione del problema al fine di migliorare la qualità di vita del soggetto con incontinenza o altri disturbi. In quest’ottica i presidi sanitari, anche detti “ausili per l’incontinenza”, giocano un ruolo importante per consentire alle persone di mantenere le proprie attività di partecipazione alla vita sociale, familiare e lavorativa e la propria autostima. Laddove il problema sia la ritenzione urinaria, i cateteri vescicali fungono da sostituti per la funzione di svuotamento, configurandosi quindi come ausili indispensabili. Il Servizio Sanitario Nazionale, riconoscendo l’importanza di questi strumenti, ne ha previsto la fornitura gratuita ai soggetti che ne necessitano, inserendoli in un elenco apposito che costituisce parte integrante del più vasto Nomenclatore tariffario delle protesi, oggetto del Decreto Ministeriale  332 del 27 agosto 1999.

 

TIPOLOGIE

I presidi per l’incontinenza rientrano in due categorie:

 

  1. I presidi monouso assorbenti l’urina da indossare (i cosiddetti pannoloni) e i relativi supporti (mutanda elasticizzata)
  2. gli accessori per letti (le cosiddette traverse)

 

Una tipologia di presidio per l’incontinenza particolare è il condom, che consiste in una guaina esterna per il pene atta a raccogliere le perdite di urina e convogliarle in un tubo connesso ad una sacca di raccolta. Sempre nell’ambito della gestione delle disfunzioni del basso tratto urinario, tra i presidi vanno considerati i cateteri vescicali, atti a effettuare lo svuotamento della vescica quando tale funzione sia persa. Anche in tale caso distinguiamo diverse categorie:

 

  1. i cateteri a permanenza, da tenersi in sede per periodi variabili, nell’ordine delle settimane 
  2. i cateteri monouso per cateterismi estemporanei o intermittenti

 

I “PANNOLONI”

Sotto tale definizione sono raccolti presidi assorbenti diversi tra loro per forma, dimensioni, assorbenza, funzione. La forma può variare dalla più basica forma rettangolare a quella a triangolo destinata alla incontinenza maschile, a quella sagomata a farfalla. Lo spessore e le dimensioni dei presidi, ma anche i materiali che li compongono, influenzano la capacità di assorbenza. Tali pannolini, generalmente dotati di adesivi, possono essere indossati con la propria biancheria o con speciali mutande elasticizzate. Vi sono inoltre assorbenti già parte integrante di mutande a funzione assorbente (i cosiddetti pull-up) e infine vi sono i ben conosciuti pannoloni a mutandina che possono essere chiusi sui lati da bande adesive o in alcuni modelli da strisce di velcro. Le caratteristiche dei prodotti assorbenti possono variare ma fondamentali per una buona gestione della incontinenza sono la capacità di assorbimento delle perdite e l’efficacia nel prevenire la fuoriuscita delle urine. Il tipo di pannolino va adeguato alle caratteristiche ed entità della incontinenza, al fine di evitare ausili eccessivamente contenitivi ed ingombranti laddove non necessari ma d’altronde garantire la sicurezza contro le perdite. Altri parametri come la vestibilità, la resistenza, la discrezione e la protezione dagli odori sono da tenere in considerazione nella scelta del presidio più adeguato al problema.

 

I CATETERI

I Cateteri sono tubi flessibili destinati alla introduzione in vescica attraverso il canale uretrale (con l’eccezione del caso particolare del catetere sovrapubico) al fine di svuotare la vescica quando questa, per ostruzione alla fuoriuscita dell’urina o incapacità di contarrsi per espellarla, non possa farlo in maniera fisiologica.  Vanno utilizzati con le sacche di raccolta per le urine da gamba o da letto a seconda delle diverse situazioni. I cateteri possono essere posizionati a permanenza e sostituiti dopo un tempo variabile, anche di diverse settimane. Quando possibile e indicato, lo svuotamento può essere effettuato attraverso l’introduzione di un catetere che viene rimosso appena dopo l’utilizzo, configurandosi quindi un uso del cateterismo estemporaneo più volte al giorno in sostituzione parziale o totale della minzione. Le tipologie di quest’ultimo tipo di catetere possono essere variabili, dalla versione più semplice non lubrificata ai vari modelli di cateteri autolubrificanti, in alcuni casi dotati anche di sacca di raccolta integrata. Oltre che per la modalità con la quale vengono lubrificati, i cateteri si differenziano per calibro, forma della punta, conformazione, ma anche per altre caratteristiche come il confezionamento e la relativa modalità di apertura e di uso. 

 

COME VENGONO FORNITI AL CITTADINO

Gli ausili per l’incontinenza sono liberamente acquistabili dal cittadino, ma sono anche prescrivibili attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, laddove sussistano le condizioni.
Le fasi della fornitura dei presidi prevedono:

 

  1. la prescrizione medica su apposita modulistica
  2. la autorizzazione da parte della Azienda Sanitaria di riferimento
  3. la fornitura dell’ausilio al paziente

 

Possono essere destinatari della prescrizione, secondo il DM 322/99, tutti coloro che presentano incontinenza stabilizzata, o portatori di catetere a permanenza o affetti da patologia grave che obbliga all’allettamento hanno un catetere. La prescrizione medica, a seconda delle diverse realtà territoriali, può essere compilata da soggetti diversi, come il medico di medicina generale, o i medici specialisti competenti nell’ambito o infine i medici individuati dai Servizi di assistenza protesica. Una volta che la prescrizione è stata autorizzata, il paziente riceve la fornitura degli ausili richiesti, che può essere diretta, con consegna anche al domicilio, o indiretta per interposizione di distributori come le farmacie o le sanitarie.

 

CONCLUSIONI

I presidi per l’incontinenza sono importanti strumenti per la gestione delle disfunzioni del basso tratto urinario, laddove queste non siano suscettibili di trattamento o in caso di fallimento o in attesa del trattamento stesso. L’utilizzo dei presidi, da adeguarsi alla situazione e alle condizioni del paziente, rappresenta una possibilità di miglioramento della qualità della vita della persona affetta da disfunzione del basso tratto urinario.     

Dott.ssa Antonella Biroli, Torino

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