Incontinenza Urinaria
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L’incontinenza urinaria coitale è un problema che affligge una parte non indifferente del mondo femminile. Si tratta infatti di un tipo molto particolare di incontinenza urinaria che può colpire sia donne generalmente continenti durante gli altri momenti di vita quotidiana, sia donne che presentano altre disfunzioni pelviche.

 

L’INCIDENZA DELL’INCONTINENZA URINARIA COITALE

Risulta difficile effettuare una stima attendibile dell’incidenza dell’incontinenza urinaria legata alla sessualità femminile. Infatti, nonostante l’incontinenza urinaria coitale rappresenti un sintomo comune, con una prevalenza che varia dal 10 al 24%, appare tuttavia sottostimata, in quanto non abitualmente riferita dalle pazienti. Nonostante possa determinare ricadute negative sulla qualità di vita sessuale fino a creare un disagio personale grave, si è visto come solo il 3% delle donne che si sottopone a visita ginecologica riferisca spontaneamente di avere disfunzioni della sfera sessuale, tra cui l’incontinenza coitale, mentre se specificamente intervistate, la percentuale sale fino al 20%. 

 

QUALITÀ DELLA VITA

Ovviamente tale disturbo impatta gravemente sulla qualità di vita della donna, sulla sua capacità di raggiungere l’orgasmo e più in generale sulla propria soddisfazione di vita sessuale. L’impatto dell’incontinenza urinaria sulla vita sessuale della donna, soprattutto in presenza di incontinenza coitale, talvolta è talmente devastante da portare all’abbandono della attività sessuale generando tensioni nel rapporto di coppia. Per tale motivo, di fondamentale importanza risulta il ruolo del clinico nell’indagare abitudinariamente anche questo tipo di disagio. In particolar modo, come riportato da più del 50% delle donne visitate per problemi legati alla sfera sessuale, questo ruolo spetterebbe al ginecologo.

 

DEFINIZIONE 

Per definizione, col termine incontinenza coitale si intende l’involontaria perdita di urina durante il rapporto sessuale.  Esistono tre tipi di incontinenza coitale: 

1. Alla penetrazione: che si presenta durante la penetrazione del pene in vagina;

2. All’orgasmo: quella che si manifesta più tipicamente durante l’orgasmo;

3. Forma mista: in cui l’incontinenza urinaria si manifesta in entrambe le condizioni.

La letteratura sulle basi fisiopatologiche dell’incontinenza urinaria coitale

 

Gli studi che hanno analizzato le basi fisiopatologiche dell’incontinenza urinaria coitale in letteratura sono pochi e con risultati disomogenei e discordanti. Da questi studi sembrerebbe emergere come la forma di incontinenza coitale alla penetrazione sia da correlare ad un sintomo dell’incontinenza urinaria da sforzo (cioè l’involontaria perdita di urina che si verifica quando vi è un aumento della pressione addominale, soprattutto durante l’attività fisica come il sollevamento di pesi, il colpo di tosse, la risata o lo starnuto); mentre la forma di incontinenza coitale all’orgasmo sarebbe invece da correlare ad una particolare forma di iperattività detrusoriale (cioè quella sindrome caratterizzata da urgenza urinaria, solitamente accompagnata da frequenza e nicturia, con o senza incontinenza da urgenza, in assenza di infezioni del tratto urinario o di altre patologie). Tuttavia, alcuni autori affermano invece come l’incontinenza coitale possa verificarsi con qualsiasi diagnosi urodinamica, sostenendo la multifattorialità del problema. In conclusione, alla luce dei pochi studi riportati in letteratura in merito a tale argomento, risulta ad oggi difficile definire con certezza, le basi fisiopatologiche di questa forma di incontinenza urinaria.

 

DIAGNOSI

  1. Esame clinico, che oltre alla valutazione dell’apparato genito-urinario e del pavimento pelvico, permette di indagare eventuali forme di incontinenza urinaria da sforzo, tramite l’esecuzione di semplici manovre diagnostiche.

  2. Utilizzo di questionari validati sulla sessualità femminile, che mediante specifiche domande permettono una maggior focalizzazione del problema, evitando l’imbarazzo dell’interfaccia medico-paziente.

  3. Analisi delle urine, utile per la diagnosi differenziale incontinenza coitale-eiaculazione.

  4. Esame urodinamico, cioè quell’esame che studia la funzionalità del basso tratto urinario (vescica ed uretra), sia nella fase di riempimento che di svuotamento, in maniera completa ed approfondita. Questo è l’unico strumento diagnostico in grado di discriminare in maniera oggettiva le varie forme di incontinenza.

 

DIAGNOSI DIFFERENZIALE

Molto spesso questa forma di incontinenza urinaria viene confusa con l’eiaculazione femminile, fenomeno di cui ancora oggi non si hanno evidenze assolute e che gran parte degli studi definisce come l’emissione di un fluido proveniente dalla porzione più esterna del meato uretrale, contemporaneamente al raggiungimento dell’orgasmo. Difficile risulta distinguere tali fenomeni, in quanto le secrezioni possono apparire molto simili in colore e consistenza. Infatti, se pur dimostrato come il fluido eiaculatorio abbia una composizione simile alle secrezioni prostatiche, una certa quantità di urina può essere contenuta al suo interno. Risulta pertanto utile per distinguere i due fenomeni, la quantità di fluido emesso, maggiore in caso di incontinenza coitale e la forte sensazione di stimolo urgente che la donna avverte in caso di incontinenza all’orgasmo.

 

IMPATTO SULLA VITA SESSUALE

L’incontinenza urinaria coitale è un disturbo che può avere un grosso impatto negativo sulla sessualità femminile, divenendo substrato di disfunzioni sessuali quali: 

  1. disordini dell’orgasmo; 

  2. vaginismo;

  3. dispareunia; 

  4. disturbi dell’eccitabilità; 

  5. disturbi del desiderio.

 

La donna infatti, durante il rapporto, si trova in una condizione di mancanza di autocontrollo, con costante paura della fuga di urina, che porta la stessa a vivere tale momento con una sensazione di disagio. L’imbarazzo di perdere urina e di non sentirsi pulita, compromette in maniera significativa l’immagine del corpo di queste donne che si sentono minacciate nella loro femminilità e autostima. Tutto ciò può portare a manifestare sentimenti di vergogna e inadeguatezza, fino a comportamenti depressivi che possono minare il rapporto col partner. Infatti, il calo del desiderio, dovuto al timore della donna di non essere desiderata, può creare delle tensioni e provocare un allontanamento nella coppia. Di fondamentale importanza in questi casi, è la comunicazione sia con il partner che col medico per affrontare in maniera serena il problema, in quanto varie possono essere le opzioni terapeutiche.

 

TERAPIA

Purtroppo la scarsa conoscenza del problema dell’incontinenza urinaria (la conseguente ricaduta sulla sfera dalle sessualità femminile) e dei possibili trattamenti, porta meno della metà delle donne affette da questa forma di incontinenza a rivolgersi ad uno specialista (ginecologo, ancor meglio uro-ginecologo). A tutto ciò va aggiunta la reticenza, da parte di queste donne, a parlarne. Vari possono essere i trattamenti atti a risolvere o comunque migliorare questo disagio. Spesso, la ricerca e l’eliminazione di germi presenti a livello uretrale può portare alla risoluzione del problema, come a volta basta semplicemente vuotare la vescica prima di avere un rapporto. Nello specifico si è visto come le terapie efficaci nel trattamento dell’incontinenza urinaria da sforzo siano efficaci nel trattare la forma di incontinenza coitale alla penetrazione:

 

  1. Riabilitazione del pavimento pelvico, cioè il rinforzo mediante una particolare ginnastica di quei muscoli che normalmente provvedono al mantenimento della continenza;

  2. Iniezioni periuretrali di materiale iniettabile, cioè l’iniezione intorno all’uretra di particolari materiali chimici che determinano un restringimento della stessa, aumentandone la resistenza;

  3. Sling medio-uretrali (Mini-sling; TVT; TVT-O), che rappresentano il gold-standard per l’incontinenza urinaria da sforzo e prevedono l’apposizione di una benderella di materiale sintetico al di sotto dell’uretra, per ricreare quel supporto sufficiente a prevenire l’incontinenza durante gli aumenti di pressione addominale.[

 

Le terapie efficaci per il trattamento dell’iperattività detrusoriale risultano invece efficaci nel trattamento dell’incontinenza coitale all’orgasmo: 

  1. Modificazioni dietetiche: riducendo o moderando l’introito di liquidi nell’arco della giornata, quando eccessivo, oppure eliminando alcune bevande come il thè e il caffè che possono incrementare la diuresi.

  2. Ginnastica vescicale: che consiste nell’andare in bagno ad intervalli di tempo programmati, prima del bisogno di urinare, in modo tale da prevenire la perdita dovuta alla sensazione di urgenza. Lo scopo è quello di insegnare al paziente a contenere lo stimolo, inibire la sensazione di urgenza, ritardando volontariamente la minzione.

  3. Terapia farmacologica: (antimuscarinici, beta adrenergici): farmaci che agendo su particolari recettori presenti a livello del muscolo vescicale (detrusore), rilassano la muscolatura vescicale evitando quelle contrazioni muscolari incontrollabili o l’eccessiva sensibilità trasmessa dall’organo che determinano sensazione di urgenza fino ad una vera e propria incontinenza urinaria.

  4. PTNS (stimolazione del nervo tibiale posteriore): cioè l’elettrostimolazione mediante un piccolo ago del nervo tibiale posteriore in prossimità della parte mediale della caviglia. Tale stimolo, agendo per via riflessa sulle le radici spinali da cui originano le fibre nervose deputate all’innervazione vescicale, determina una riduzione di quelle contrazioni muscolari involontarie, causa dell’iperattività detrusoriale.

  5. Onabotulinumtoxina tipo A: consiste nell’iniezione intravescicale di tossina botulinica in piccole quantità che causa una “paralisi muscolare” transitoria, determinando una riduzione dell’urgenza e della frequenza minzionale.


CONCLUSIONI

L’incontinenza urinaria oggi giorno non può e non deve rappresentare qualcosa di cui vergognarsi. La ritrosia delle donne a confessare tale disagio, per troppo tempo ha portato a ritardo o addirittura al mancato trattamento di tale disturbo. Proprio per questo il primo passo, consiste nel vincere la paura di essere irrisi ed incompresi rinunciando a parlare di tale problematica. La comunicazione sia con il partner che col medico (uro-ginecologo), è fondamentale, soprattutto quando ciò impatta gravemente sulla sessualità e di conseguenza sul rapporto di coppia. L’incontinenza urinaria non deve essere vissuta come una vergogna inconfessabile, ma un qualcosa da affrontare e superare. Va eliminata una volta per tutte, l’errata convinzione che non vi sia alcun modo di prevenirla e curarla, in quanto come abbiamo visto, molte sono le strategie terapeutiche a disposizione. Oggi giorno l’incontinenza urinaria non deve essere più un tabù. La conoscenza e la comunicazione, sono dunque, gli elementi chiave per poter sconfiggere tale problematica e i pregiudizi ad essa legati.

 

LINK ESTERNI

www.siud.it

www.issm.info/

https://uroweb.org/


 

, Mendrisio

Dott. Andrea Braga

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