Incontinenza Urinaria
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L’incontinenza urinaria in gravidanza rappresenta un fatto eccezionale? Potremmo dire di no. La gravidanza è un momento particolare nella vita della donna, caratterizzato da modificazioni corporee che hanno lo scopo di predisporre un ambiente favorevole alla nuova vita in arrivo. L’insieme di queste modificazioni rende però più facile che si verifichino delle piccole perdite di urina durante gli sforzi, oppure che lo stimolo ad urinare assuma le caratteristiche dell’urgenza ed aumenti in frequenza. Diversi fenomeni adattativi normali in gravidanza possono condurre allo sviluppo di forme di incontinenza urinaria:

 

  1. le variazioni ormonali che tendono a rilassare la muscolatura vescicale e pelvica
  2. l’aumento dei liquidi corporei e del flusso renale
  3. il “peso” dell’utero gravido sulla vescica.

 

Ovviamente occorre sempre escludere la presenza di un’infezione delle vie urinarie, anche se asintomatica: la batteriuria asintomatica in gravidanza, infatti, deve sempre essere adeguatamente trattata. Gli episodi di urgenza minzionale e/o di vera e propria incontinenza urinaria sono comuni nel corso della gravidanza interessando anche più del 40% delle donne gravide, ma sono normalmente destinati a regredire dopo il parto nella maggioranza dei casi.Tuttavia è sempre opportuno segnalare al proprio medico curante questo fenomeno perché la presenza di incontinenza, soprattutto da sforzo (colpo di tosse, starnuto, etc), può essere collegata alla persistenza di incontinenza successivamente al parto; in questi casi una ginnastica pelvia riabilitativa eseguita già in gravidanza, può proteggere la futura mamma dallo sviluppo o dal peggioramento di questo sintomo dopo il parto.

 

PARTO E INCONTINENZA URINARIA

Parlando di gravidanza non si può trascurare l’evento che porta a diretto contatto tra loro il nascituro ed il pavimento pelvico: il parto. Esso rappresenta un esempio straordinario della capacità di adattamento delle strutture biologiche.  Il pavimento pelvico ha infatti la peculiarità di modificare significativamente, nel volgere di poche ore, le proprie dimensioni per consentire il passaggio del bimbo, per poi ritornare, sempre in breve tempo, ad una situazione simile a quella di partenza. È però evidente che le strutture pelviche, come tutti i tessuti del nostro organismo, portano una memoria di quanto accaduto e talvolta la grande capacità di compenso dei tessuti viene meno, con la comparsa di un’incontinenza urinaria, per lo più legata agli sforzi. Normalmente una molteplicità di fattori contribuisce ad aumentare il rischio che ciò accada; tra questi i più frequentemente osservati sono la presenza del sintomo prima o durante la gravidanza e il cosiddetto “parto operativo vaginale”. Quest’ultimo consiste nell’utilizzo di strumenti per aiutare la nascita per via vaginale e si rende talvolta necessario per favorire il parto, garantendo il benessere del nascituro. Non bisogna inoltre trascurare altri elementi che possono favorire l’insorgenza di incontinenza dopo il parto come un eccessivo Indice di Massa Corporea di partenza della mamma, l’incremento di peso durante la gravidanza e il peso del bambino alla nascita.

 

CONCLUSIONI

In conclusione i fenomeni adattativi dell’evoluzione della specie hanno perfezionato per gravidanza e parto un meccanismo che consente nella grande maggioranza dei casi al nascituro di attraversare il canale del parto senza provocare danni alla mamma. La maternità così come il semplice trascorrere del tempo modificano e segnano, in modo variabile per ciascuno di noi, il nostro corpo. In alcuni casi tali modificazioni si traducono nella comparsa di un’incontinenza urinaria. Esistono trattamenti efficaci e, certamente, in prima battuta la riabilitazione del pavimento pelvico rappresenta lo strumento principale attraverso il quale prevenire e trattare questo disturbo. Senza dubbio è utile parlarne e confrontarsi con il proprio medico curante.

 

, Milano

Dott. Mauro Pastorello

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Dott. Mauro Pastorello

Cura Incontinenza

 

FAQ

1) Cosa posso fare per prevenire la comparsa di incontinenza urinaria dopo il parto?

Come abbiamo detto esiste la possibilità di “allenare” la muscolatura pelvica affidandosi a personale specializzato per eseguire un ciclo di riabilitazione del pavimento pelvico nel corso della gravidanza. Questo è particolarmente raccomandabile per quelle donne che già prima del parto manifestano una persistente incontinenza urinaria.

 

2) Il taglio cesareo protegge dal rischio di sviluppare l’incontinenza urinaria nel postpartum?

Non esiste una risposta univoca a questa domanda, ma è molto importante valutare il singolo caso. In linea generale gli studi dimostrano che le donne che hanno partorito esclusivamente mediante taglio cesareo, a distanza di anni presentano meno frequentemente incontinenza urinaria rispetto a quelle che hanno partorito per via vaginale. Tuttavia nel singolo caso molti elementi devono essere considerati e occorre ricordare che in assenza di fattori di rischio particolari la probabilità di sviluppare il problema è bassa. Infine non bisogna dimenticare che il taglio cesareo è comunque un intervento chirurgico gravato da un certo tasso di complicanze, a volte anche gravi, particolarmente quando ripetuto.

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