Incontinenza Urinaria
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Le cause (eziologia) e le alterazioni funzionali (fisiopatologia) che determinano l'incontinenza urinaria sono molteplici. Generalmente esse variano soprattutto in relazione all'età ed al sesso della persona. In questa sezione affronteremo l’argomento solo da un punto di vista generale. All’interno del portale potrai trovare sezioni specificatamente dedicate alle singole forme di incontinenza urinaria con dettagli maggiori ed approfondimenti.

 

INCONTINENZA URINARIA NEL BAMBINO e NELL’ADOLESCENTE

In età pediatrica la manifestazione di una incontinenza urinaria è spesso la conseguenza:

  1. di una infezione delle vie urinarie,
  2. di una malformazione dell'apparato urinario
  3. di una patologia neurologica.

 

In presenza di un’anomalia congenita dell’apparato urinario o di una neuropatia, spesso l’incontinenza urinaria si associa:

  1. ad infezioni ricorrenti delle vie urinarie (in particolare cistiti e pielonefriti)

  2. a calcolosi (formazione di calcoli nelle vie urinarie), configurando una situazione clinica più complessa, spesso rappresentata da febbri elevate recidivanti (cosiddette febbri urosettiche).

 

Pertanto, il precoce trattamento dell’incontinenza urinaria in età pediatrica è essenziale perché spesso, se non curata attraverso la precisa individuazione della causa, oltre a determinare un peggioramento della qualità di vita dell’individuo ed un ritardo nell’accrescimento, può essere responsabile di seri danni alla funzione renale con una ripercussione importante sia sulla speranza di vita che sullo sviluppo psicofisico. In questi casi risulta essenziale una valutazione e gestione da parte di specialisti dedicati, quali sono gli urologi pediatri, che lavorano in centri di eccellenza ad alto volume, in quanto si necessita di un approccio iperspecialistico. Spesso nel lattante è difficile un precoce riconoscimento di una condizione che potrebbe portare ad una successiva incontinenza, ad eccezione di quei pazienti affetti da malformazioni gravi che danno una evidenza clinica palese anche attraverso altri segni o sintomi. In altri casi, meno eclatanti, alcune manifestazioni inducono nel pediatra a sospettare, tra le possibili cause, problemi alle vie urinarie e quindi avviare una conseguente ed appropriata ricerca diagnostica.

 

QUESTE LE MANIFESTAZIONI ASPECIFICHE CHE RAPPRESENTANO UN POSSIBILE CAMPANELLO D’ALLARME:

  1. disagio
  2. irritabilità
  3. ritardo di accrescimento
  4. comparsa di febbri ricorrenti.



ENURESI NOTTURNA

Viene definita "enuresi" o "enuresi notturna" la manifestazione di una persistenza della perdita di urina durante il sonno nell'età in cui dovrebbe essere acquisita la capacità di controllo sulle strutture che permettono di trattenere le urine (sfinteri). In alcuni casi tale condizione può prolungarsi nell'adolescenza e, sebbene raramente, anche nell'adulto. Generalmente è una condizione “benigna”, cioè raramente sottende patologie gravi; tuttavia anche in questo caso è necessaria una valutazione specialistica perché sia l’algoritmo di diagnosi che, soprattutto, le strategie di trattamento, seguono dei percorsi precisi e spesso necessitano di un lavoro multi specialistico integrato, in cui anche l’aiuto della famiglia si rivela cruciale.

 

INFATTI, MOLTO SPESSO SONO RISCONTRABILI:

1. cause organiche:

correlate ad alterazioni della funzione vescicale (iperattività)
della produzione di urina (poliuria);

2. cause psicologiche.

In quest’ultimo caso, come insegnano gli esperti, anche fenomeni transitori legati a eventi stressanti ed ansiogeni possono compromettere la sicurezza e la stabilità del bambino fino a causare questa condizione.

 

INCONTINENZA URINARIA NELL’ADULTO

Nell'adulto le cause dell'incontinenza sono tendenzialmente diverse tra i due sessi, principalmente in relazione alla differente anatomia del basso tratto urinario.

 

EZIOLOGIA E FISIOPATOLOGIA DELL’INCONTINENZA URINARIA NELLA DONNA

In particolare, nel sesso femminile, la brevità dell’uretra e le caratteristiche dello sfintere urinario (la struttura muscolare che presiede alla continenza) costituiscono elementi anatomici che aumentano il rischio di sviluppare tale patologia. Infatti, la donna soffre soprattutto della cosiddetta incontinenza urinaria da sforzo, cioè della perdita di urina associata ad uno sforzo fisico.

 

Tra gli sforzi più comuni:

  1. colpi di tosse,
  2. starnuti,
  3. sollevamento di pesi,
  4. bruschi cambiamenti della postura.

 

Fattori di rischio per questa forma di incontinenza sono considerati:

  1. le gravidanze,
  2. parti complicati,
  3. aumento del peso corporeo,
  4. menopausa
  5. interventi chirurgici sulla pelvi.

 

EZIOLOGIA E FISIOPATOLOGIA DELL’INCONTINENZA URINARIA "DA SFORZO" NELL’UOMO

Nell'uomo questa forma di incontinenza è più rara, per la maggiore lunghezza dell'uretra e la migliore capacità di contenimento dello sfintere uretrale. Tuttavia, si può manifestare in quelle persone che sono state sottoposte ad interventi chirurgici:

  1. sulla prostata: resezione prostatica endoscopica, prostatectomia radicale;
  2. sulla vescica: cistectomia
  3. sull'uretra: uretrotomia, per una lesione allo sfintere uretrale esterno. 


Come detto, quest’ultimo infatti è la struttura muscolare che presiede alla continenza urinaria volontaria e molte procedure chirurgiche sulla pelvi, non solo urologiche, possono più o meno severamente danneggiarlo esponendo l’individuo alla cosiddetta incontinenza urinaria da sforzo per deficit (debolezza) sfinterico.

 

EZIOLOGIA E FISIOPATOLOGIA DELL’INCONTINENZA URINARIA DA URGENZA

Sia l'uomo che la donna possono indifferentemente essere affetti, invece, dalla cosiddetta incontinenza urinaria da urgenza, nella quale la perdita di urina è associata alla insorgenza di uno stimolo ad urinare improvviso, intenso e non procrastinabile nel tempo (urgenza minzionale). Le possibili cause di questa forma di incontinenza sono svariate e possono riconoscere

  1. le infezioni urinarie,
  2. la calcolosi vescicale,
  3. il diabete,
  4. l'assunzione di farmaci.
  5. Condizioni patologiche associate all’incontinenza urinaria da urgenza

Una condizione patologica spesso associata all'incontinenza urinaria da urgenza è la vescica iperattiva, una sindrome nella quale sono presenti anche altri importanti sintomi:

  1. la pollachiuria, ovvero l'aumento della frequenza minzionale
  2. la nocturia, cioè la minzione notturna,
  3. l'urgenza.


L’incontinenza urinaria da urgenza ha un impatto sulla qualità di vita delle persone spesso più importante della forma da sforzo in quanto determina una limitazione dell’autonomia individuale così severa da compromettere la vita di relazione. Le persone che soffrono di questa forma di incontinenza, nei casi più severi, vivono in una condizione di vera e propria dipendenza dalla disponibilità di un bagno vicino e per tale ragione hanno una socializzazione limitata.

 

INCONTINENZA URINARIA E MALATTIE NEUROLOGICHE

L'incontinenza urinaria è frequente nelle persone con malattie neurologiche (eziologia neurogena), e può essere di due tipi:

  1. Incontinenza urinaria da urgenza, prevalentemente determinata da una sorta spasticità vescicale nota come iperattività del detrusore e responsabile di uno svuotamento involontario dell'organo,

  2. Incontinenza urinaria da sforzo, per un danno sulle fibre nervose che controllano gli sfinteri uretrali (denervazione).

 

Le malattie neurologiche che più frequentemente si associano all’incontinenza urinaria sono:

  1. encefalopatie vascolari,

  2. malattie demielinizzanti (prima fra tutte la sclerosi multipla),
    la malattia di Parkinson ed i parkinsonismi,

  3. i traumi sul sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale),

  4. le infezioni (encefaliti, mieliti).

 

In queste patologie l’incontinenza urinaria è quindi la conseguenza di un danno sui sistemi di controllo nervoso della funzione vescico-sfinterica. Il tipo di incontinenza urinaria che si osserva nelle neuropatie, quindi, è una diretta conseguenza della sede del sistema nervoso che è stata colpita, spesso indipendentemente dal tipo di causa. Pertanto, uno dei primi obiettivi del trattamento in questi pazienti è, laddove possibile, migliorare la neuropatia, quindi associare cure che prevengano le complicanze a carico dell’apparato urinario, specie della funzione renale, e che contestualmente migliorino la qualità di vita delle persone.

 

EZIOLOGIA E FISIOPATOLOGIA DELL’INCONTINENZA URINARIA MISTA

Quando la forma da urgenza e da sforzo si manifestano contemporaneamente, l’incontinenza urinaria viene definita "mista". Le persone che soffrono di questa condizione spesso presentano una complessa fisiopatologia e necessitano, pertanto, di una valutazione particolarmente attenta, a volte polispecialistica, mirata a comprendere quale delle due forme sia prevalente e ad impostare un piano diagnostico-terapeutico articolato e sequenziale. In questo tipo di incontinenza, infatti, le cause che abbiamo separatamente descritto nel quadro “da sforzo” e “da urgenza” possono diversamente combinarsi tra loro, spesso determinando quadri clinici severi.

 

EZIOLOGIA E FISIOPATOLOGIA DELL’OVERFLOW INCONTINENCE

Ad oggi definita in termini anglosassoni "overflow incontinence", corrisponde all’incontinenza da rigurgito (nota anche come iscuria paradossa): in alcuni pazienti infatti, l'incontinenza può essere la manifestazione di una grave ritenzione di urina all'interno della vescica. Quando il muscolo vescicale (detrusore) viene danneggiato, la capacità di svuotamento si riduce progressivamente e via via aumenta la quantità di urina che ristagna in vescica dopo la minzione (il cosiddetto residuo post-minzionale). Quando tale quantità supera la capacità di contenimento della vescica il paziente inizia a manifestare una incontinenza per una sovradistensione dell'organo che determina il rigurgito dell’urina all'esterno (incontinenza da rigurgito).

Queste le possibili cause:

  1. ipertrofia prostatica,
  2. stenosi dell'uretra,
  3. sclerosi del collo vescicale,
  4. prolasso genitale,
  5. malattie neurologiche.

 

Questa forma di incontinenza va sempre sospettata in persone che soffrono di una condizione ostruttiva allo svuotamento vescicale, specie se la storia clinica è di lunga data. Tuttavia sono possibili anche condizioni di insorgenza acuta, come nei casi di lesione neurologica. Per conoscere nel dettaglio gli aspetti eziologici e fisiopatologici delle singole forme di incontinenza descritte è possibile consultare le relative sezioni del portale, nelle quali oltre agli aspetti puramente causali sono affrontate anche le tematiche relative alla metodologia di diagnosi e, soprattutto, le possibili opzioni terapeutiche.

 

CONCLUSIONI

Conoscere precisamente le cause ed i meccanismi con cui si sviluppa una incontinenza urinaria è estremamente importante, soprattutto nei casi complessi come le forme miste. Le procedure terapeutiche, infatti, in particolare se chirurgiche, possono portare a danni gravi e spesso irreparabili se l’indicazione è sbagliata come conseguenza di un impreciso inquadramento eziopatogenetico. Per tale ragione le persone che soffrono di incontinenza urinaria devono, necessariamente, affidarsi a specialisti del settore, in qualsiasi fascia di età. Un altro aspetto di rilievo è che la conoscenza dell’eziologia e della fisiopatologia, oltre a consentire la realizzazione di elevati standard di trattamento di successo oggi disponibili, rappresenta un fattore indispensabile nella realizzazione di tutte quelle strategie che consentono di prevenire le diverse forme di incontinenza urinaria, alcune delle quali sono misure che aiutano la prevenzione anche di altre importanti patologie, basti pensare alla riduzione del peso corporeo, che oltre a ridurre il rischio di incontinenza urinaria, specie nella donna, certamente abbatte la possibile insorgenza di malattie cardiovascolari o a carico dell’apparato muscolo-scheletrico. Un altro elemento essenziale che è importante sottolineare in questo capitolo introduttivo, è che l’incontinenza urinaria deve essere affrontata tempestivamente, fin dal suo esordio. Questo corretto atteggiamento aumenta la possibilità di una guarigione molto spesso con mezzi poco invasivi, come le strategie comportamentali e riabilitative, quindi prevenendo il ricorso a terapie farmacologiche o interventi chirurgici.

 

, Roma

Dott. Giovanni Palleschi

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