Incontinenza Urinaria
TROVA CENTRO

L’epidemiologia dell’Incontinenza Urinaria (IU) è un capitolo di difficile redazione in relazione alla disomogeneità dei dati presenti in letteratura. Prima però di parlarne è opportuna una piccola digressione sulla corretta definizione di Incontinenza Urinaria che viene definita dalla International Continence Society (ICS) http://www.ics.org com e “Involontaria perdita di urine”.

 

La World Health Organization (WHO) nel 1998 nel corso della 1a Consultation of Incontinence ha riconosciuto l’incontinenza urinaria come un problema di sanità pubblica qualificando la stessa come malattia e, successivamente, nel 2002, durante la 2a Consultation of Incontinence, ha stimato che circa 200 milioni di persone ne risultassero affette. Tale valutazione risulta essere sottostimata; l’incontinenza urinaria viene infatti identificata quale “malattia” nei paesi industrializzati rispetto a quelli in via di sviluppo e, persino nei primi, ancora non pienamente estimata per una mancata segnalazione della condizione clinica che, quindi, risulta ancora oggi argomento tabù per la popolazione sia maschile che femminile. 

L’interesse della WHO di classificare l’IU come malattia nasce dalla complessa condizione clinica e non che da questa ne deriva. Invero, oltre all’interesse medico per l’impatto sulla salute della persona, è importante valutarne l’aspetto sociale ed economico poiché la patologia influenza le relazioni interpersonali dei soggetti che ne risultano affetti e perché l’approccio terapeutico alla malattia, sia medico sia chirurgico (https://uroweb.org/guideline/urinary-incontinence), è a carico dei i Sistemi Sanitari Nazionali.

 

PREVALENZA ED INCIDENZA

Si parla espressamente di prevalenza dell’Incontinenza Urinaria in quanto viene posto come obiettivo dell’analisi il rapporto fra il numero di pazienti affetti da tale patologia in un definito arco temporale in relazione alla popolazione osservata, a differenza dell’incidenza che rappresenta invece il numero di nuovi casi di malattia osservati in un determinato lasso temporale. I dati presenti in letteratura stimano che circa il 5-69% della popolazione femminile e l’1-39% di quella maschile risultano affette da incontinenza urinaria, tali range percentuali riflettono la difficoltà della comunità scientifica di effettuare una stima esatta della prevalenza dell’incontinenza urinaria; studi epidemiologici infatti valutano diverse coorti di pazienti analizzando diversi aspetti quali sesso, età, etnia, comorbilità, tipologia di incontinenza, grado di severità, etc. fornendo dati estremamente eterogenei. Nonostante la discordanza di numerosi studi sulla prevalenza dell’incontinenza urinaria emerge il dato univoco che documenta come il sesso femminile sia maggiormente colpito rispetto al sesso maschile con un rapporto 2:1 - F:M e che l’avanzare dell’età rappresenti un fattore di rischio per entrambi sessi. Capitolo differente riguarda l’incontinenza urinaria/enuresi nell’età pediatrica la cui eziopatogenesi, fisiopatologia, prognosi e terapia risultano differenti.

 

FATTORI DI RISCHIO

Sicuramente gli studi epidemiologici hanno rilevato nel corso degli anni i fattori di rischio dell’incontinenza urinaria ed essi possono essere raggruppati come segue:

 

  1. Fattori di rischio Incontinenza urinaria femminile
  2. Età
  3. Obesità e sovrappeso
  4. Gravidanza, numero di parti e tipologia di parto:
  5. Etnia e razza
  6. Isterectomia
  7. Dieta
  8. Stato socio-economico
  9. Fumo
  10. Attività fisica
  11. Malattie neurologiche
  12. Comorbilità: diabete, infezioni delle vie urinarie, decadimento cognitivo, decadimento fisico, depressione



FATTORI DI RISCHIO INCONTINENZA URINARIA MASCHILE

  1. Età
  2. LUTS (Lower Urinary Tract Symptoms) ed infezione delle vie urinarie
  3. Decadimento funzionale e cognitivo, attività fisica
  4. Disturbi neurologici
  5. Diabete
  6. Chirurgia prostatica


FATTORI DI RISCHIO INCONTINENZA URINARIA NEL BAMBINO/ ENURESI

  1. LUTD (Low Urinary Tract Dysfunction)
  2. Familiarità
  3. Benessere mentale
  4. Ritardo mentale e ritardo dello sviluppo
  5. Sonno e risveglio
  6. Contesto socio-colturale



In considerazione delle diverse etnie prese in considerazione è evidente che studi epidemiologici debbano mirare a inquadrare meglio le popolazione in oggetto di studio, tanto da poter fornire i dati ancora oggi carenti in letteratura rendendoli più omogeni e fruibili.


FAQ

1) L’incidenza di IU dopo parto per via vaginale è la stessa dopo parto cesareo?
No, l’incidenza è maggiore in caso di parto per via vaginale.

 

2) Il paziente anziano, diabetico sottoposto a prostatectomia radicale presenterà sempre IU?
No, tuttavia il paziente anziano con comorbilità quali il diabete presenterà con maggiore probabilità il rischio di soffrire di IU dopo intervento chirurgico.

 

3) I bambini che soffrono di enuresi ne soffriranno per tutta la vita?
No, i bambini vanno però ben valutati per comprendere la natura del disturbo per poter selezionare il giusto approccio terapeutico.

 

, Catania/Crotone

Dott.ssa Eugenia Fragala'

Cura Incontinenza

batti l incontinenza in tre mosse

contatta l esperto

domande risposte e risposte sull'incontinenza

finco

giornata nazionale prevenzione

Con il contributo non condizionato di Allergan